Borgo fascista

Milocca - Milena Libera

L’«utopia rurale» fascista. Ecco come fallì il progetto legato ai villaggi contadini

Walter Guttadauria

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In alto una veduta d'insieme dell'allora Borgo Gattuso, poi ridenominato Petilia, finito di costruire nel 1940 su progetto dell'architetto Edoardo Caracciolo ed inaugurato quell'anno. Gli edifici che si notano sono stati completamente stravolti nel corso degli anni con pesanti interventi di ristrutturazione. In basso la consacrazione della chiesa nel dicembre 1940 e l'interno del posto di ristoro negli anni Cinquanta Veduta d’insieme dell’allora Borgo Gattuso, poi ridenominato Petilia, finito di costruire nel 1940 su progetto dell’architetto Edoardo Caracciolo ed inaugurato quell’anno. Gli edifici che si notano sono stati completamente stravolti nel corso degli anni con pesanti interventi di ristrutturazione.

Notizie di questi giorni hanno riportato un po’ d’attenzione su Borgo Petilia, l’antico agglomerato rurale a 6 km. dalla città: una è quella che la Regione intende vendere a privati alcuni locali da destinarsi esclusivamente ad attività turistico-ricettiva (tra cui l’ex scuola elementare e l’ex ufficio postale); un’altra è quella riferita al Gal Terre del Nisseno per il finanziamento della trasformazione della ex sede della delegazione municipale a sala per esposizioni e convegni.
Se le due iniziative andranno concretamente in porto, saranno un “soffio” di vita per questa sorta di nostra oasi che, perduta l’originaria identità…

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